Dal 4 marzo al 1 maggio 2011 una selezione di immagini tratte dalla collezione di fotografia contemporanea, video e film d'artista della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena saranno esposte alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, nell'ambito della mostra Where is my place?, incentrata sul concetto di identità nazionale e sulla moderna idea di nazione. Il progetto è il frutto di una recente collaborazione avviata tra le due fondazioni, che condividono finalità didattiche, formative e di promozione delle ricerche artistiche contemporanee.
In un percorso di oltre 50 opere, la mostra si confronta con le diverse questioni connesse con l’identità nazionale, con le evidenti contraddizioni e con possibili prospettive. La domanda contenuta nel titolo - dov'è la mia casa? qual è la mia patria e il luogo dove mi riconosco? - rimanda ai sentimenti che legano un individuo al proprio territorio e alla collettività di appartenenza.
Se l'attualità del concetto di nazione sembra soffrire di un'inevitabile rimessa in discussione, le sue criticità appaiono evidenti in molti lavori dei 18 artisti in mostra che, spesso a partire dal confronto con il contesto di provenienza dei singoli autori, rimandano a un quadro non certo rassicurante.
Nella lucida analisi proposta dal video di Renata Poljak appare un ritratto della neonata società croata in cui le tensioni nazionaliste si fondono con un diffuso atteggiamento arrivista ad ogni livello sociale e retaggio della violenza che ha contraddistinto la storia recente del Paese. Il passamontagna con il tricolore romeno indossato da Alexandra Croitoru sullo sfondo di spiagge tropicali e villaggi vacanze rimanda con ironia al nazionalismo sempre più radicato nel suo Paese, ricordando però allo stesso tempo quanto l’appartenenza nazionale – così esaltata in Patria – una volta all’estero sia un segno distintivo di cui non è più possibile disfarsi.
La realtà presente è il campo in cui ricercare e continuamente riverificare la propria identità, personale prima ancora che collettiva. E quella “nazionale” non sempre sembra delinearsi come una categoria direttamente rappresentativa degli individui che ne fanno parte. Il lungo progetto di Anastasia Khoroshilova, che coi suoi ritratti della popolazione russa perquisisce l’enorme territorio del suo Paese ricercando i segni tangibili di una comunanza, trova una moltitudine di popoli legata forse più dai traumatici trascorsi storici che da una reale vicinanza culturale.
Identità al limite, negoziate oppure perdute, sono al centro di altri lavori che ridiscutono i confini della singola appartenenza nazionale. Come le immagini di Ahlam Shibli, che mostrano la condizione straniante di una comunità di beduini palestinesi, da diverse generazioni arruolati volontari nell’esercito israeliano: emarginati dal resto dei connazionali, essi non si sono mai realmente integrati nella nuova comunità e continuano a vivere in una condizione di esclusione. O ancora, come il video di Wong Hoy Cheong che mette emblematicamente in scena un ribaltamento dell’intera storia coloniale e degli stereotipi nazionali, trasmettendo su una fittizia emittente tv le tristi storie di immigrazione dei poveri austriaci trasferiti nella ricca Malesia.
Soffermandosi su aspetti sociali o su ricerche propriamente esistenziali, le opere in mostra invitano a una maggiore consapevolezza sulle questioni connesse con il sentimento nazionale e con i rischi delle sue deformazioni. Il film di Yael Bartana lancia un chiaro messaggio di pace: un uomo si avvicina a uno scoglio dov’è piantata una bandiera israeliana, la sradica e al suo posto vi pianta un ulivo, come per invocare una nuova azione costruttiva che sappia sostituirsi ai nazionalismi più estremi. E’ un passaggio verso il futuro, verso un domani aperto e ancora da delineare. Allo stesso modo, anche altri lavori sembrano restituire peso all’autocoscienza di ognuno, riportando sul singolo il compito di ridefinire la propria società. Nella sua serie “Kultur und Freizeit” Andreas Fogarasi ripercorre l’evoluzione dei luoghi di cultura di Budapest, diretta riflessione delle ideologie che hanno scandito le diverse epoche e che una volta esaurita la loro attualità politica hanno lasciato spazi per lo più inutilizzati. Se sia possibile riattivarli nuovamente e come, è una questione non solo di tipo gestionale ma propriamente legata all’idea collettiva di cultura. Infine, il video di Yang Fudong delinea un nuovo orizzonte di libertà personale. Sullo sfondo dello stesso paesaggio si incrociano i cammini di due diverse coppie: una in fuga dalla frenesia metropolitana intravede il suo futuro nell’isolamento della montagna, l’altra fugge da questa nella speranza di una nuova vita nella modernità. Nessun luogo può essere eletto a custode di valori universali, ma solo di quelli che le persone decidono di trovarvi.
Artisti in mostra: Ai Weiwei (Cina), Marika Asatiani (Georgia), Maja Bajević (Bosnia), Yael Bartana (Israele), Alexandra Croitoru (Romania), Andreas Fogarasi (Austria/Ungheria), David Goldblatt (Sudafrica), Swetlana Heger (Repubblica Ceca), Anastasia Khoroshilova (Russia), Daido Moriyama (Giappone), Aleksander Petlura (Ucraina), Renata Poljak (Croazia), Wael Shawky (Egitto), Ahlam Shibli (Palestina), Jinoos Taghizadeh (Iran), Guy Tillim (Sudafrica), Wong Hoy Cheong (Malesia), Yang Fudong (Cina).

TITOLO
Where is my place?
Immagini contemporanee sull'identità nazionale dalla collezione Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
A CURA DI
Filippo Maggia
PROMOSSA DA
Fondazione Bevilacqua La Masa
Fondazione Fotografia
Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
SEDE ESPOSITIVA
Fondazione Bevilacqua La Masa
Galleria di Piazza San Marco 71/c, Venezia
PERIODO
4 marzo – 1 maggio 2011
ORARIO DI APERTURA
da mercoledì a domenica 10.30 – 17.30
lunedì e martedì chiuso
INFORMAZIONI
FONDAZIONE FOTOGRAFIA
Fondazione Bevilacqua La Masa
Dorsoduro 2826, 30123 Venezia
Tel. +39 041 5207797 – Fax +39 041 5208955
www.bevilacqualamasa.it