Inaugura sabato 14 maggio presso il CIAC – Centro Italiano d’Arte Contemporanea di Foligno la mostra Il corpo metafora di un’esperienza, curata da Filippo Maggia e promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e Fondazione Fotografia.
Tema centrale della rassegna è il corpo, inteso come filtro dell’esperienza che ogni autore vive quotidianamente e qui presentato in forma di immagini – fotografie, video installazioni, film d’artista – attraverso un percorso di oltre 100 opere provenienti dalla collezione di fotografia contemporanea della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Tra performance e documentazione, le diverse ricerche dei 23 autori in mostra - spesso tra loro radicalmente differenti - portano all’evidenza il complesso discorso sulla figura umana e la centralità che essa occupa nelle attuali pratiche artistiche.
Strumento di rivisitazione del sé e del proprio vissuto negli eleganti autoritratti in bianco e nero di Samuel Fosso, il corpo diviene mezzo di rappresentazione estetica e sociale nelle imponenti fotografie dei domatori di iene nigeriani di Pieter Hugo, o nelle immagini dei giovani africani di Philip Kwame Apagya, ritratti davanti a fondali dipinti dove mobili e oggetti di consumo fanno da cornice ai loro desideri.
Soggetto e oggetto di indagine al contempo, il corpo è elevato ad atto artistico puro nei gesti e nei vibranti frammenti corporei di Karolina Raczyńska, o nelle ironiche evocazioni extraterrestri di Július Koller, emblematiche perché risultato di un teorema che propone, attraverso performance e “anti-happening”, nuove occasioni di pensiero orientate al futuro.
Un’invenzione onirica, frutto di un complicato lavoro del subconscio in noi tutti presente, appare la figura umana nelle inquietanti immagini di Toni Thorimbert o in quelle destabilizzanti di Chiara Pirito, che proietta entro bolle di sapone la fragilità dell’uomo contemporaneo a contatto con la società. Il film, quasi kafkiano, di Anna Niesterowicz conduce in un’atmosfera surreale, dove la fisicità si concretizza in un incubo ricorrente: la ripetizione incessante di una scena in cui dalla bocca di un uomo, anziché parole, fuoriescono lunghi capelli scuri.
Il corpo si fa strumento di denuncia politica negli ironici autoscatti di Alexandra Croitoru, che si immortala in spiagge tropicali mentre indossa un passamontagna coi colori della bandiera romena, o nei provocatori gruppi militari ritratti da IRWIN, chiamati a fungere da esercito temporaneo di un’entità sovranazionale costituita in nome dell’arte. Esplicito è il richiamo sociale e politico anche nel video dell’artista serba Milica Tomić, che mette in scena sul proprio corpo la rappresentazione della violenza inferta in nome dei più estremi nazionalismi. O nel video documentario di Artur Żmijewski, che dà conto di un esperimento sociale di detenzione umana che porta all’estremo la resistenza fisica e psichica spingendosi a verificare sino a che punto l’uomo rimanga tale o possa invece trasformarsi in altro, rivelando i suoi lati più latenti e brutali.
Un uomo depositario della Storia, che rappresenta il proprio passato annunciando al contempo l’incerto futuro che verrà, è quello ritratto da Bob Gosani: le sue immagini dure, a tratti commoventi, documentano il periodo più cupo della recente storia sudafricana. Allo stesso modo le fotografie di manifesti incendiati e violenti comizi elettorali realizzate da Guy Tillim nella Repubblica Democratica del Congo delineano i contorni sospesi di un presente ancora fortemente instabile.
Gli autoritratti di Mladen Stilinović e il suo “elogio alla pigrizia” – intesa come condizione necessaria per una creazione artistica disinteressata – riportano infine a un uomo costretto dalla Storia a ripensare al ruolo che oggi l’artista ha e deve assumere in una società contemporanea che macina passato ed esperienze secolari con sempre maggior velocità, perdendo al contempo valori e identità senza offrire risposte certe e sicure.
L’elenco completo degli artisti in mostra comprende: Philip Kwame Apagya (Ghana), Marika Asatiani (Georgia), Maya Bajević (Bosnia-Erzegovina), Yael Bartana (Israele), Alexandra Croitoru (Romania), Samuel Fosso (Camerun), Bob Gosani (Sudafrica), Pieter Hugo (Sudafrica), IRWIN (Slovenia), Július Koller (Slovacchia), Goddy Leye (Camerun), Pino Musi (Italia), Carmelo Nicosia (Italia), Anna Niesterowicz (Polonia), Chiara Pirito (Italia), Karolina Raczyńska (Polonia), Ene-Liis Semper (Estonia), Mladen Stilinović (Croazia), Mikhael Subotzky (Sudafrica), Toni Thorimbert (Italia), Guy Tillim (Sudafrica), Milica Tomić (Serbia), Artur Żmijewski (Polonia).
| comunicato stampa (Word) il comunicato in Word (file zip) |
immagini (alta risoluzione) immagini (file zip, 26MB) |

TITOLO
IL CORPO METAFORA DI UN’ESPERIENZA
Immagini dalla Collezione Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
PROMOSSA DA
Centro Italiano arte contemporanea
Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno
Fondazione Fotografia
Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
SEDE ESPOSITIVA
Centro Italiano Arte Contemporanea
via del Campanile 13, Foligno
PERIODO
14 maggio – 12 giugno 2011
INAUGURAZIONE
14 maggio 2011, ore 11
ORARIO DI APERTURA
dal martedì alla domenica 10-13 e 15,30-19
INFORMAZIONI
Centro italiano arte contemporanea
Tel 0742 357035
info@centroitalianoartecontemporanea.it
www.centroitalianoartecontemporanea.com