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Guida al Percorso Mostra

La ricca sezione dedicata al Giappone include opere imprescindibili di grandi nomi affiancate ad opere di artisti emergenti nel panorama internazionale. Tra le prime i Flowers di Nobuyoshi Araki - una serie di cibachrome in cui le forme sinuose ed i colori accesi di dalie, orchidee e fiori di ogni specie rimandano all'idea di bellezza e a quella di morte - e dello stesso artista i Bondages - le celebri immagini di nudi femminili divenute ormai icone della sua opera -; i raffinati bianco e nero di Hiroshi Sugimoto - in cui sono immortalati i paesaggi eterni ed immutabili dei Diorama fotografati nei musei di scienze naturali - e le graffianti fotografie di Daido Moriyama - frammenti di un viaggio continuo attraverso le strade del Giappone e la sua storia. E ancora le apocalittiche immagini di Ryuji Miyamoto - fotografie che ritraggono in modo rigoroso e formale la città di Kobe devastata dal terremoto del 1995 -, la serie A Bird (Blast #130) di Naoya Hatakeyama - in cui la staticità della sequenza progressiva di un'esplosione concede il tempo di riflettere sulle potenzialità umane di distruzione e sul violento sfruttamento della natura - ed il video Laugh at the Dictator di Yasumasa Morimura - caustico attacco contro ogni forma di dittatura passata e presente. Appartengono invece alle generazioni successive Risaku Suzuki - che rivisita il tradizionale tema della fioritura dei ciliegi in Sakura -, Miwa Yanagi - con il video Kagome Kagome e le due fotografie Estelle e Geisha tratte dalla serie My Grandmother, opere entrambe orientate ad un'analisi della condizione femminile nella società contemporanea giapponese -, Rika Noguchi con la serie Marabu - delicata ed intima contemplazione del volo di questo grande uccello africano -, Haruki Maiko con i suggestivi ed oscuri paesaggi urbani - ed infine la giovane Tabaimo con la provocatoria animazione Dream Diary.

La Collezione offre un'ampia panoramica anche sull'effervescente e dinamico scenario cinese. Le opere in mostra rimandano la visione d'insieme di una società sottoposta a rapidissime trasformazioni economiche e sociali, tanto radicali da rendere conflittuale il rapporto tra tradizione e innovazione e tanto profonde da mettere in discussione l'identità stessa dei singoli individui. Questo processo di trasformazione diviene nelle fotografie provocatorie e surreali di Light and Easy di Yang Zhenzhong un vero e proprio capovolgimento del mondo mentre nel raffinato film The Half Hitching Post di Yang Fudong la difficoltà del cambiamento assume la forma dell'impervio cammino intrapreso da due coppie che ascendono una montagna nell'aspro paesaggio della Cina del Nord. La giovanissima Cao Fei, con il lavoro fotografico My Future is Not a Dream, mette in luce le conseguenze che l'introduzione dell'economia di mercato ha provocato sulla vita delle persone e propone attraverso il video Hip Hop Fukuoka il superamento delle disparità economiche e di status grazie ad un ballo sfrenato e liberatorio. Del poliedrico Ai Weiwei, da sempre lucido osservatore delle dinamiche sociali e politiche, il lungo video Chang' an Boulevard ricompone il quadro d'insieme della città di Pechino attraverso un metodo d'analisi rigoroso strutturato lungo il boulevard che attraversa da est ad ovest la capitale cinese. Le fotografie in bianco e nero tratte dalla performance di Ma Liuming Walks the Great Wall , in cui l'artista passeggia lungo la Muraglia Cinese col volto truccato da donna, sembrano voler indicare infine la necessità di ricomporre il conflitto, di riconciliare le parti complementari dello yin e dello yang, superando tutto ciò che ostacola una libera definizione del sé.

A completare il quadro di quest'area asiatica, la Collezione propone opere fotografiche e video di artisti provenienti dalla Corea come Kimsooja - con A Homeless Woman, video della performance realizzata per le strade del Cairo -, e Yeondoo Jung - con le fotografie della serie Location, suggestive immagini di grande formato che testimoniano l'intreccio illusorio tra fantasia e realtà -; dalla Malesia - Wong Hoy Cheong, con la video-istallazione Re:Looking, divertente fiction sulla colonizzazione malese dell'Austria, il video Suburbia che mette in luce l'alienazione e le disparità nei sobborghi di una città pensata più per la ricerca di profitto che per le necessità dei suoi abitanti, ed i "tableaux vivants" di Chronicles of Crime in cui l'artista, ricostruendo le scene di famosi crimini avvenuti in Malesia, propone una riflessione sull'uso consumistico del dolore - ; da Taiwan - Hung-Chih Peng, con la video-installazione Siao-pai, in cui il filo della narrazione è stabilito, contro ogni principio del cinema hollywoodiano, dall'istinto imprevedibile di un cane -, ed infine tre opere di Rirkrit Tiravanija, artista di origini tailandesi che ha fatto del nomadismo culturale e dell'interazione sociale i cardini della sua ricerca artistica.